Il Palazzo del Cinema, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, riporta sul grande schermo capolavori della cinematografia mondiale in lingua originale con sottotitoli in italiano.

14 SETTEMBRE 2026
Kinemax di Gorizia, ore 20.30
M – Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang

M si apre con le voci di bambini che recitano allegramente una filastrocca su un killer che fa a pezzi le sue vittime con la mannaia. L’innocenza e il terrore si prendono per mano, stabilendo un sinistro collegamento tra i bimbi e Hans Beckert, l’assassino compulsivo. Il mostro a piede libero spacca la società rivelandone le viscere marce. «Chi è l’assassino?» chiedono esplicitamente i manifesti. Fritz Lang pose l’accento sull’origine da fatti di cronaca del film, ispirato da articoli su episodi realmente accaduti e dalla spietata lucidità della corrente artistica Neue Sachlichkeit. Due anni prima dell’ascesa al potere dei nazisti in Germania – che spinse sia Lang che il protagonista Peter Lorre a lasciare il Paese – il film guarda con distaccata compassione i mendicanti menomati, i malati di mente e le casalinghe consumate dalla fatica.

5 OTTOBRE 2026
Kinemax di Gorizia, ore 20.30

L’infernale Quinlan di Orson Welles

“Un complesso noir del 1958 di Orson Welles, ambientato al confine tra Stati Uniti e Messico. Affiancato da un cast di prim’ordine che comprende Janet Leigh e Charlton Heston, lo stesso Welles assume il ruolo principale del poliziotto corrotto Hank Quinlan. La celebre sequenza iniziale è spettacolare, girata senza tagli, in un lungo piano sequenza che segue per tre minuti e mezzo un’auto tra le strade della cittadina di confine” (Peter Mänz). Nel suo ultimo film americano, Welles raggiunge uno dei vertici del suo virtuosismo stilistico, offrendo al contempo un’interpretazione magistrale di un personaggio mostruoso. “Non è un film poliziesco; è un’allucinazione morale” (Altiero Scicchitano). In un ruolo secondario ma essenziale, un’indimenticabile Marlene Dietrich dai capelli corvini.

26 OTTOBRE 2026
Kinemax di Gorizia, ore 20.30

The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman

The Rocky Horror Picture Show è il film con la permanenza in sala più lunga nella storia del cinema: uscito nel 1975, ancora oggi non è stato ritirato dalla distribuzione, ma continua a essere un fenomeno di culto la cui forza evocativa a livello socioculturale e politico rimane fortissima e necessaria. Quella del Rocky Horror è una storia lunga che, col passare del tempo, è diventata una storia collettiva che comprende milioni di persone nel mondo. Il fatto che ancora oggi sia qualcosa di estremamente attuale e coerente con i tempi che stiamo vivendo fa comprendere la portata visionaria della creatura pensata e realizzata da Richard O’Brien.

9 NOVEMBRE 2026
Kinemax di Gorizia, ore 20.30

Minnie & Moscowitz di John Cassavetes

Per cogliere davvero la vicenda di Minnie and Moskowitz e il legame tra i due protagonisti, fatto di litigi, discussioni, porte sbattute, tormento, dolore, grida e, infine, matrimonio, è necessario che lo spettatore ritrovi la capacità di sentire. Questa storia d’amore appartiene a un tempo che precede l’intelletto. […] Ho iniziato il film dicendo: “Ecco la tristezza che abitiamo tutti. Ecco la solitudine che tutti condividiamo”. Il film segue persone che vivono al centro di quell’infelicità e di quella solitudine: sono come me, come voi, come chiunque altro, e cercano quella fiducia e quella persona con cui poter iniziare davvero a parlare. E la trovano. (John Cassavetes)

30 NOVEMBRE 2026
Kinemax di Gorizia, ore 20.30

Bellissima di Luchino Visconti

Il principio di Bellissima è una vera e propria scommessa: partire dal brutto e dal grottesco per arrivare al bello e al sublime. E questa scommessa è vinta. L’intenzione di Luchino Visconti è già chiara fin dai titoli di testa: si ascolta un’aria di Donizetti, meravigliosamente cantata da una solista e da un coro di donne, una più brutta dell’altra. Si constata allora come questo principio estetico sia coerente con la sceneggiatura. Nei quartieri popolari e miserabili di Roma, una madre vorrebbe che la sua bambina di sei anni diventasse la protagonista di un film in lavorazione. Assistiamo così a una serie di sketch, molto vicini nello spirito alla Commedia dell’Arte. Nulla ci viene risparmiato degli sforzi e dei sacrifici di questa madre-chioccia divorata dall’ambizione e dall’amore per la figlia.

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